Parole di carta: Amabili resti di Alice Sebold.



Oggi è mercoledì. Sapete questo cosa vuol dire? Eh sì, vi tocca Parole di carta! 
Ripeto le regole, anche se credo che oramai voi le sappiate a memoria:
- prendi il libro a te più vicino
- aprilo in una pagina a caso
- condividi con noi la prima frase su cui ti cade l'occhio

Devo dire che oggi sono proprio felice di scrivere questa rubrica, perché il libro vicino a me è "Amabili resti" di Alice Sebold. Un libro che mi sta molto a cuore. 





Dentro la palla di neve sulla scrivania di mio padre c'era un pinguino con una sciarpa a righe bianche e rosse. Quando ero piccola papà mi metteva seduta sulle sue ginocchia e prendeva in mano la palla di neve. La capovolgeva perché la neve si raccogliesse tutta in cima, poi con un colpo secco la ribaltava. E insieme guardavamo la neve che fioccava leggera intorno al pinguino. Il pinguino è tutto solo, pensavo, e mi angustiavo per lui.
Lo dicevo a papà e lui rispondeva: "Non ti preoccupare, Susie, sta da re. È prigioniero di un mondo perfetto". 


Bene, passo la fiaccola a voi!

Caterina

2 commenti:

  1. Svegliarsi è cominciare a dire sono e ora. Poi ciò che si è svegliato resta sdraiato per un momento a osservare il soffitto e dentro se stesso finché non abbia riconosciuto Io, e da questo dedotto Io sono-, Io sono ora. Qui viene dopo ed è, almeno in negativo, rassicurante; poiché stamane è qui che si aspettava di trovarsi; come dire a casa propria.
    Ma ora non è semplicemente ora. Ora è anche un freddo promemoria; un'intera giornata più di ieri, un anno di più dell'anno scorso. Ogni ora è etichettato con la propria data, rende obsoleti tutti gli ora passati, finché — presto o tardi, forse - no, non forse, certamente: la Cosa accadrà.

    Christopher Isherwood - Un uomo solo

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  2. Svegliarsi è cominciare a dire sono e ora. Poi ciò che si è svegliato resta sdraiato per un momento a osservare il soffitto e dentro se stesso finché non abbia riconosciuto Io, e da questo dedotto Io sono-, Io sono ora. Qui viene dopo ed è, almeno in negativo, rassicurante; poiché stamane è qui che si aspettava di trovarsi; come dire a casa propria.
    Ma ora non è semplicemente ora. Ora è anche un freddo promemoria; un'intera giornata più di ieri, un anno di più dell'anno scorso. Ogni ora è etichettato con la propria data, rende obsoleti tutti gli ora passati, finché — presto o tardi, forse - no, non forse, certamente: la Cosa accadrà.

    Christopher Isherwood - Un uomo solo

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