Pamela Vs Shamela, innocenza e seduzione messe a confronto






Care lettrici e cari lettori, chi mi conosce sa che sono un'appassionata di classici. Chi non mi conosce... bé, lo ha appena scoperto. 
Giusto ieri io e una mia amica, anch'essa blogger, anch'essa appassionata di letteratura del '700, abbiamo passato un intero pomeriggio a ciarlare disquisire su un libro che non conosce mezze misure: o lo ami o lo odi.
Il libro in questione è Pamela, di tale Samuel Richardson, ed è la storia di una giovane cameriera dalla singolare bellezza, ma dalla virtù ancora più rara, che le tenta davvero di tutte per resistere alle zozze lascive lusinghe del suo padrone. Per farla breve, dopo una serie di peripezie il padrone ci riesce eccome a sedurre la sua recalcitrante sottoposta, ma per farlo dovrà sposarla e vissero tutti felici e contenti. 
The end. 
Ma questa è un'altra storia. 
Perché io e la mia socia siamo state entrambe d'accordo sul fatto che non esiste libro più noioso, misogino, prolisso e yawn!, di Pamela: Or, Virtue Rewarded (letteralmente: Pamela, o la virtù ricompensata). 
Una protagonista sciatta, banale, isterica e sciocca che soffre dell'inflazionatissima sindrome di stoccolma, con una personalità anonima e insignificante e una certa predilezione per i piagnistei. Un ritmo narrativo non lento, di più. Pagine su pagine di trip mentali su quanto sia importante la verginità in una donna e parole, parole, parole (Mina e Celentano approved). 
Ché poi le risate sono arrivate dopo, perché questa mia amica mi ha fatto compiere una scoperta talmente eccezionale che non ho potuto fare a meno di condividerla con voi: il libro di Richardson è talmente grottesco che persino Henry Fielding, altro famoso classicista, ne trasse una parodia.
Questa parodia si chiama Shamela, ed è un libro esilarante in cui tutte le qualità dell'eroina di Richardson vengono drasticamente ribaltate, così da ottenere una protagonista subdola, gretta e ignorante che però, incredibilmente, riesce anch'essa a mettere il padrone nel sacco e a farsi sposare.
Siccome io non sono brava con le parole, ho cercato su internet degli articoli su Shamela, e non ne ho trovati molti, a parte qualche breve recensione non degna di nota.
Stavo quasi per rinunciare, quando all'improvviso ho visto un link in cui un professore universitario metteva queste due eroine a confronto... l'articolo è interessantissimo e di facile lettura; è stato appassionante scoprire le dinamiche di entrambi i romanzi (quello vero e la parodia), e così ho deciso di copia/incollarvelo riassumendone i punti fondamentali.
Chi ha letto Pamela non potrà non aver voglia di leggere anche la parodia di Fielding... per quanto mi riguarda, sto già cercando di informarmi se qualche anima pia si è degnata di tradurla in italiano. Se fosse questo il caso... Shamela aspettami che arrivo!






Da uno studio del Prof. Marcello Capuzzo, docente di Letteratura Inglese dell'Università degli studi di Palermo. 







Pamela di Samuel Richardson

Pamela or Virtue Rewarded, pubblicato nel 1741, è stato il primo romanzo scritto da Samuel Richardson. L’ispirazione per la stesura di questo romanzo nasce da un incarico commissionatogli nel 1739 dai librai Osborn e Rivington. L’incarico consisteva nel creare un piccolo volume, “Familiar Letters”, che raccogliesse un insieme di lettere familiari per tutte le occasioni e  che fungessero da modello per chi avesse voluto intraprendere una tale corrispondenza e <<non era in grado di esprimersi da sé>>. In particolare, oggetto di ispirazione del romanzo fu la <<lettera di un padre alla figlia domestica, alla notizia che il padrone ha attentato alla sua virtù>> a partire dalla quale Richardson, dal novembre del 1739 al gennaio del 1740, compose “Pamela: or, Virtue rewarded”, “Pamela, o la virtù ricompensata”. La narrazione si basa su una serie di corrispondenze tra una giovane serva e i genitori.

Trama 

La protagonista del romanzo è Pamela, una giovane domestica che ha poco più di 15 anni, figlia di contadini poveri ma onesti, che presta servizio  presso il conte Mr. B.  Nella parte iniziale del romanzo, il padrone prova nei confronti della domestica una certa forma di simpatia, sentimento che col passare del tempo si trasforma in una forte forma di passione. Il padrone cerca in tutti in modi di approfittare della condizione di “sudditanza” della fanciulla per molestarla e perseguitarla. Pamela respinge con tutte le sue forze e con indignazione le sue avances, al punto di voler abbandonare la casa.
Grazie alla lettura di alcune lettere che Pamela scrisse ai genitori, Mr. B. coglie la  virtù di Pamela, la convince a ritornare e decide di sposarla. Nella parte finale del romanzo è descritta la vita coniugale dei due sposi.




Tematiche affrontate
Una delle tematiche affrontate nel romanzo è la vita coniugale dopo il matrimonio; infatti, il romanzo non termina con il trionfo del matrimonio dei due protagonisti, ma continua focalizzando l’attenzione sull’organizzazione della vita domestica e  la descrizione del ruolo maschile e femminile nella vita di coppia. Lo scopo di quest’ultima parte è quello di <<istruire e migliorare gli animi dei giovani di ambo i sessi>> e di fornire <<esempi pratici, degni di essere eseguiti……dalla vergine, dalla sposa e dalla moglie>>.
Pamela, infatti, nel romanzo si colora di varie sfaccettature, inizialmente rappresenta la figura di figlia ubbidiente, indulgente, onesta, che rende partecipe i genitori di tutte le sue vicissitudini; contemporaneamente rappresenta la figura della vergine senza peccato (in quanto è disposta a difendere la propria virtù a costo della morte), infine rappresenta la figura della moglie amabile che continua a caratterizzarsi per la sua umiltà nonostante il matrimonio le abbia permesso un’elevazione sociale.
Un'altra tematica affrontata nel romanzo è quella del matrimonio visto come strumento di elevazione sociale. Questo romanzo ha destato particolare interesse fra le lettrici donne appartenenti alle classi sociali più basse; infatti le giovani cameriere si identificavano nella figura di Pamela, anch’essa serva, con il felice destino di sposare un uomo di classe sociale superiore.
Il matrimonio, nel XVIII secolo, era concepito come un affare commerciale, in cui primeggiavano gli interessi economici; infatti, per le donne prive di dote era difficile contrarre matrimonio. In tale ottica, il matrimonio fra Pamela e Mr. B. ha stravolto le concezioni dominanti del periodo storico, descrivendo il matrimonio tra un padrone e la sua serva, matrimonio voluto dal padrone, il quale ha infranto le tradizioni familiari e del ceto sociale di appartenenza. Questo fatto è oggetto di critica nel settecento e ciò si evince dal romanzo stesso; come nel dialogo tra Mr. B e la sorella, Lady Davers, in cui il conte afferma che <<Una donna si degrada con un matrimonio indegno di lei>>, nel senso che perderebbe la propria immunità sposando un uomo appartenente a una classe sociale inferiore. Viceversa, la scelta di Mr. B. di sposare una donna di  ceto inferiore è giustificata dal fatto che l’uomo può essere soggetto a passioni che lo possono indurre a scelte in opposizione agli usi tradizionali.  Questa attrazione verso il matrimonio si ricollega a un’altra tematica del romanzo, cioè l'importanza attribuita alla castità e alla purezza, considerate come la virtù per eccellenza. Tale concetto è tipico del puritanesimo, il quale condanna ogni attività sessuale compiuta prima ancora che il vincolo matrimoniale sia portato a termine. Tale concezione si è affermata, in particolare, nel XVIII secolo, in cui una serie di restrizioni morali si affermarono nel campo del sesso, e, per tale motivo, la castità divenne il valore supremo. Il romanzo, pertanto, ribadisce tali intenti morali, cioè la salvaguardia della virtù fino al matrimonio. 
La novità del romanzo consiste nell’avere considerato come portavoce di tali valori una cameriera, grazie alla quale tale codice etico si afferma anche nella classe media di cui Mr.B. è testimone. Infatti, per opera di Pamela, Mr. B. modifica i propri atteggiamenti verso il sesso e il matrimonio, subisce una conversione morale che lo porta ad abbandonare gli iniziali atteggiamenti libertini verso Pamela e a prenderla in sposa. Il matrimonio fra Mr. B. e Pamela, dunque, è simbolo di tale conversione. Nella prefazione del libro sono ampliamenti esplicati gli intenti morali del romanzo, come quello di <<inculcare la religione e la moralità>>. 
Pamela non è l’unico personaggio del romanzo a possedere alti principi morali; gli stessi genitori della cameriera sono anch'essi portavoce della virtù della protagonista, ben disposti a preferire la morte che la perdita della virtù della figlia, a vivere in una condizione di povertà piuttosto che allevare la propria figlia nella disonestà. 
Tale virtuosismo emerge anche nella figura della signora Jervis, governante della casa, che più volte salva Pamela dagli intenti amorali di Mr.B.

Metodo narrativo
Il romanzo di Richadson si caratterizza per la descrizione minuziosa e particolareggiata di tutti gli eventi narrati. Contemporaneamente, il lettore penetra nella vita intima  dei personaggi, nelle loro menti, nelle loro case, nei loro sentimenti attraverso l’uso  della lettera, mezzo di espressione più efficace rispetto alle conversazioni orali. Pamela informa i genitori delle proprie “disavventure” tramite lettere scritte in prima persona, che successivamente non potrà più inviare perché tenuta prigioniera nella tenuta del Linconshire. 
Il lettore svolge due funzioni; da una parte quello di spettatore, dall'altra quella di ascoltatore indiscreto, che per opera della penna di Pamela è a conoscenza dei suoi pensieri e penetra nella sua intimità. 
Il tempo utilizzato nelle lettere è il presente o il passato prossimo, entrambi si adattano perfettamente a un tipo di narrazione che tende a raccontare gli accadimenti istante per istante, in fase di svolgimento o che addirittura si devono ancora verificare; Infatti, Pamela in alcune lettere anticipa gli argomenti di cui parlerà nel corso della lettera stessa. Il metodo richardsoniano suscitò sia delle critiche che delle approvazioni.

Critiche del romanzo Pamela
Le critiche mosse al romanzo di Richardson sono state varie e tra loro contrastanti. 
Il critico Scott esalta la capacità di Richardson di filtrare nell’animo umano affermando che <<c’è maggiore conoscenza del cuore dell’uomo in una sola lettera di Richardson che nell’intero Tom Jones>>, nostante Johnson consideri tedioso il metodo richardsoniano con l’affermazione <<se leggete Richardson per la storia andate a impiccarvi, dovete leggerlo per il sentimento>>.
Anna Laetitia Barbauld mette in evidenza che tale prolissità si incentra unicamente sull’argomento, incrementando l’effetto della storia. Clara Reeve afferma che Richardson ha raggiunto due obiettivi fondamentali; da una parte  è riuscito ad attirare l’attenzione di un vasto pubblico, e la popolarità che ottenne ne è testimone, dall’altra riesce a indirizzare tale attenzione verso qualcosa di utile e innocente, focalizzando l’attenzione sugli intenti morali del romanzo.
Accanto a tali critiche positive, il romanzo Pamela ha suscitato reazioni opposte.
Il moralismo di Richardson, per esempio, è divenuto oggetto di scherno e di critica da parte di Henry Fielding, il quale nel 1741 interrompe la professione di giornalista per dedicarsi alla stesura del romanzo Shamela.
Shamela nasce come risposta polemica al romanzo Pamela, e mette a nudo le sue menzogne, le sue distorsioni, la sua popolarità e gli intenti morali tanto ribaditi da Richardson. Fielding, infatti, sottolinea che molte scene rappresentate in Pamela, nonostante gli intenti morali del romanzo, stuzzicano e sollecitano la fantasia  del pubblico di lettori invece che 'castigarlo'.
Esemplare è l’episodio in cui Mr. B. si nasconde nello stanzino della camera di Pamela, origlia le conversazioni fra la giovane e la signora Jervis, la governante, per poi uscire allo scoperto per tentare di approfittare di Pamela. Fielding ribadisce che, dal punto di vista sessuale, Pamela è molto più stimolante del Decameron di Boccaccio: il sesso nel romanzo di Richardson è considerato come un tabù e tale segretezza rende ancora più affascinante ogni mossa di Mr. B. rispetto a ogni chiara esplicitazione di Boccaccio dell’atto sessuale stesso. 
Pamela secondo Fielding offre stimoli sessuali vicari. 
Tale critica emerge in Shamela, in una lettera introduttiva di Thomas Tickletext, o Leccatesti, che esalta  le doti virtuose del romanzo Pamela affermando: <<se provo a interrompere la lettura mi rendo conto che il libro non si stacca mai da me….oh!ecco che sento un brivido d’eccitazione mentre scrivo: mi sembra di vedere Pamela in questo preciso momento, spogliata di tutti i suoi ornamenti mondani>>. Pamela è descritta come un oggetto sessuale, oggetto di eccitazione e per tale motivo ottenne parecchio successo. 
Altro oggetto di critica è il cambiamento di atteggiamento improvviso di Pamela verso Mr.B., non appena questi decide di prenderla in sposa. L’accettazione della proposta di Mr.B. evidenzia come i continui tentativi di seduzione del padrone  non erano così tanto odiosi e sgradevoli come la protagonista voleva far credere nelle sue lettere. Richardson giustifica tale “conversione” affermando che nel Settecento era buon costume per le donne nascondere i propri sentimenti fino a quando il corteggiatore non li dichiarava apertamente. Pamela, infatti, dichiara il proprio amore nel momento in cui Mr. B. dichiara che le proprie intenzioni oneste e sincere.
In definitiva, Fielding offre una nuova chiave di lettura del romanzo Pamela, che presenta come l'unica originale e vera. Come afferma egli stesso il vero nome della ragazza è Shamela, e non Pamela, come la ragazza si firma. Il romanzo  Shamela è quello che narra i fatti reali, mettendo a nudo le false virtù di Pamela.



Shamela di Henry Fielding


Il titolo originale del romanzo ne anticipa le tematiche e le critiche al romanzo Pamela: "UN’APOLOGIA DELLA VITA DI SHAMELA ANDREWS. Nella quale le svariate e famigerate MENZOGNE e DISTORSIONI contenute in un libro intitolato PAMELA vengono svelate e debitamente confutate; e tutte le arti sopraffine di quella giovane intrigante sono poste nella giusta e veridica luce insieme a un fedele resoconto di tutto quel che è accaduto fra la suddetta signora e il pastore di nome Arthur Williams, la cui personalità viene qui rappresentata in modo alquanto diverso rispetto a quella da lui ostentata in PAMELA; il tutto sulla base di copie fedeli di autentici documenti a suo tempo consegnati al curatore. Indispensabile in ogni famiglia!"
Fielding afferma che il romanzo è un'apologia della vita della protagonista; per tale motivo, è opportuno definire cosa si intende per  apologia. La parola deriva dal greco  apologeomai che significa parlo in mia difesa. Nel caso del romanzo si potrebbe interpretare come un atto di scusa per quella che è stata la vita di Shamela Andrews, ma potrebbe intendersi anche come un atto di esaltazione della vita della protagonista. Il termine si carica, dunque, di una doppia ambiguità.
La protagonista del romanzo è Shamela, e non Pamela come si fa chiamare e come firma le sue lettere. La serva è descritta nella parodia come una sgualdrina ingegnosa e priva di scrupoli; infatti, il nome Shamela rimanda a due termini inglesi, ossia shame e sham, rispettivamente  vergogna e finzione, che mettono in evidenza la sua vera natura. 
L’obiettivo di Shamela è quello di farsi sposare dal proprio padrone per elevarsi socialmente. Ella è determinata a sfruttare le proprie abilità e come afferma essa stessa <<una volta pensavo: con questo mio corpo, riuscirò a farmi una piccola fortuna. Adesso invece sono decisissima: me ne farò una grande grande grazie alla mia Vartù>>.
Shamela, infatti, considera il matrimonio come un affare sociale e, naturalmente, a Mr. Bobbie <<non gli permetterà di assaporare le sue grazie senza prima avere ottenuto un congruo e sostanzioso  anticipo>> economico. Shamela è descritta come una sgualdrina la cui virtù è una farsa, una finzione pubblica per accaparrarsi la fiducia del suo padrone.
Shamela, al contrario di Pamela, nelle sue lettere colleziona errori di ortografia, usa un linguaggio molto spinto e spudorato che rispecchia la sua stessa natura di sgualdrina.  
Il contesto familiare di Shamela è completamente diverso da quello di Pamela: quest'ultima è figlia di genitori onesti e umili, Shamela, al contrario, è figlia illegittima di un disertore e di una venditrice di arance. Il termine Orange, ossia Arance, designa gli organi sessuali femminili proprio per evidenziare l’indole della Signora Andrews,  descritta come una mezzana, che da una parte appoggia la relazione immorale tra la figlia e il reverendo Williams, dall’altra sollecita l’astuzia della figlia a farsi sposare dal padrone. 
Il padrone è raggirato abilmente e con destrezza da Shamela, infatti lo stesso nome che Fielding gli affibbia gli si addice perfettamente, cioè Booby. Tale termine inglese si traduce in tonto e zoticone; Mr. Booby difatti è descritto tramite la penna di Shamela come un babbeo facilmente abbindolabile. 
La stessa madre di Shamela, Maria Honora Andrews, cinica e avida di denaro, suggerisce di approfittare della credulità del padrone, come si evince nel romanzo: <<visto che hai un cretino ben provvisto di denaro saresti davvero impersonabile se non riuscissi  a ricavarne un discreto guadagno>>.
In tale affermazione si mette ancora una volta in evidenza la concezione del matrimonio come fonte di guadagno. 
Anche gli altri personaggi del romanzo Pamela sono totalmente stravolti in Shamela: la governante della casa, la signora Jervis, è un’ex-tenutaria che aiuta Shamela ad architettare ed eseguire i suoi piani di seduzione, in quanto vede il matrimonio fra i due come una situazione favorevole da cui trarre vantaggio. 
Il reverendo Williams, che nel romanzo di Richardson cerca di aiutare l’eroina a fuggire dalla tenuta di Linconshire nella quale è tenuta prigioniera, e addirittura è fatto arrestare da Mr. B., nel romanzo di Fielding è l’amante di Shamela, sia prima che dopo il matrimonio di questa; egli rappresenta, come scrive il saggio Oliver, tutti i vizi del mondo <<descritti con le tinte più odiose e ripugnanti>>.
In verità, il romanzo Pamela già presenta un campanello di allarme riguardo la figura del reverendo Williams; infatti la signora Jewkes, governante della  tenuta di Linconshire, sospetta dall’espressione del Reverendo che questi sia innamorato di Pamela, e successivamente anche lo stesso Mr. B. nutre gelosia nei suoi confronti.

Velocità versus lentezza
Il romanzo di Fielding si caratterizza per la velocità con cui si susseguono gli eventi, infatti svela fin dall'inizio le varie congetture che stanno alla base del romanzo stesso. 
Shamela mette a nudo le proprie intenzioni a partire dalla seconda lettera, in cui informa la madre che il giovane Squire <<si è preso una cotta>> per lei. Richardson, al contrario, fornisce vari campanelli di allarme lettera dopo lettera riguardo le intenzioni di Mr. B nei confronti della  cameriera. Interessante, a tale proposito, è il confronto fra la prima lettera che Pamela scrive ai propri genitori e la seconda lettera che Shamela scrive alla madre, in cui entrambe informano che la propria padrona è morta e passano al servizio del figlio. 
Nel romanzo richardsoniano, interessante è il passo in cui la protagonista riporta il discorso che Mr. B. ha fatto alle cameriere: << Penserò a tutte voi, mie buone cameriere; e quanto a te, Pamela, ( e mi ha preso la mano davanti a tutti gli altri) per amore della mia cara madre, ti sarò amico, e baderai alla mia biancheria>>. 
In Shamela, la protagonista scrive: <<e allora mi ha preso per mano e io ho fatto la timida: mio Dio, Signore, spero non intendiate comportarvi in modo scorretto; mai al mondo carina fa lui, e mi bacia fino a togliermi il fiato e io faccio finta di arrabbiarmi e di voler scappare via; e lui mi ha baciato ma per sfortuna è arrivata la Signora Jervis e in pratica mi ha rovinato la festa. Oh che noia queste interruzioni!>>.
In questa prima lettera Shamela svela la propria personalità: la protagonista recita una parte, fa finta di arrabbiarsi, cerca di fare la timida anche se in realtà non lo è, e soprattutto è dispiaciuta dell’intrusione della signora Jervis. In Pamela, al contrario, la protagonista benedice più volte la signora Jervis per averla salvata dalle cattive intenzioni del padrone; infatti è interessante riportare il seguente passo in cui Pamela, scrivendo ai genitori riguardo la signora Jervis afferma: <<sono pienamente convinta che sia molto buona, e che io sarei stata veramente perduta se non fosse stato per lei>>.
Pamela mette in evidenza l’intervento divino della governante, Shamela al contrario vede la governante come una guastafeste. La madre, che al contrario di Shamela scrive in un inglese corretto, appoggia il piano della figlia e addirittura la biasima in quanto <<la parte che devi recitare non è per niente facile>>.
In Pamela, al contrario, i genitori sono molto premurosi e intimano la figlia <<di rimanere bene in guardia….perchè noi preferiremmo vederti coperta di stracci, e addirittura seguirti al camposanto>> se il costo da pagare è la sua virtù.
Al contrario di Pamela, in cui la protagonista vede salvaguardata la propria virtù non tanto per la sua onestà, ma per i suoi continui svenimenti e per le esitazioni del padrone, in Shamela la protagonista fa finta di svenire, di arrabbiarsi, di piangere a ogni intento del padrone di baciarla.
Nel romanzo fieldinghiano, soltanto una volta alla protagonista viene realmente da piangere ma per la rabbia in quanto viene lasciata in asso dal padrone, che smette di baciarla, in seguito alla sua richiesta. Paradossalmente, Shamela ci rimane male in quanto è <<un infernale tormento per una donna essere piantata in asso come una scema!>>.

Critica del metodo narrativo
Fielding critica la tecnica narrativa di Samuel Richardson, in particolare critica l'uso del presente grazie al quale quest'ultimo crea una simultaneità tra azione e narrazione. Shamela, tuttavia, usa il presente nelle proprie lettere in quanto vuole evidenziare la falsità del romanzo di Richardson. Fielding mette sott’accusa le descrizioni dettagliate, minuziose  e particolareggiate di Richardson; egli parodia la ricchezza dei dettagli sui capi di vestiario della protagonista nella scena in cui Pamela deve mettere i propri vestiti in valigia; infatti la sua Shamela, non prestando attenzione ai particolari, metterà <<uno zoccolo o forse un altro>>.

Attacco alla religione
Fielding, latitudinario, critica il Metodismo, in particolare quello promosso dall’evangelista George Whitefield, secondo il quale la Grazia consentiva all’uomo di riscattare qualsiasi forma di peccato e atto disonesto. 
Nel romanzo il reverendo Williams è presentato come seguace di tale dottrina; infatti, raccomanda a Shamela la lettura di buoni libri e la preghiera per fare ammenda, cioè per ricevere l’espiazione delle proprie colpe. Tale concezione emerge in varie parti del romanzo. Interessante, a tal proposito, è una delle lettere scritte dal reverendo Williams che, dopo aver fatto cenno <<alle tante tenerezze intercosse>>  con la sua amante, si mostra intenzionato a trascorrere una serata di totale piacere, non certo innocente, dato che tale comportamento poco virtuoso gli sarà perdonato <<grazie a un assiduo e sincero pentimento>>. 
Shamela, grazie alla sua penna, rende partecipe il lettore di cosa si intende secondo il reverendo per vera religione, che consiste nell’<<andare in chiesa, pregare, cantare i salmi, onorare i nostri  pastori, e pentirci dei nostri peccati…e a salvarci deve essere non quello che facciamo, ma quello in cui crediamo>>, il quale è un sermone del metodista George Whitefield.

Il finale di Shamela
Il finale di Shamela focalizza l'attenzione non tanto sull'obbiettivo della protagonista, prima raggiunto e poi sfumato a causa della scoperta di Mr.B. della relazione amorosa fra la moglie e il reverendo Williams, ma sugli artifici che la protagonista abilmente compie per raggiungere il suo scopo e le varie finzioni che recita per le stesse ragioni. In  altri termini, Fileding, non intende mettere in risalto la condanna del comportamento immorale della sua protagonista. Questo aspetto difatti passa in secondo piano, dal momento che, a tale concetto l’autore dedica soltanto le ultime righe del romanzo. Il lettore ha quasi l’impressione che l’autore si stia dimenticando di tale evento, di cui ne parla in un post-scriptum, posto in calce alla lettera.

Considerazioni finali
La critica mossa da Fileding è abbastanza originale, e offre una diversa chiave di lettura del romanzo di Richardson. Il suo merito fondamentale è quello di aver mostrato l'artificiosità del romanzo stesso. Il lettore ha l’impressione che Pamela fornisca tali descrizioni così particolareggiate e minuziose per inculcare, forzatamente, la propria moralità. Il lettore ha la sensazione che i continui pianti e lamenti di Pamela siano delle armi vincenti che la protagonista sfrutta per accaparrarsi il consenso del lettore stesso, per inculcare valori che in realtà non sono così profondi e veri come li vorrebbe fare apparire. 
Lo stesso impianto moralistico ribadito da Richardson in realtà perde anch’esso di moralità. Il sesso, nella società del XVIII secolo, è un argomento molto scottante, e di conseguenza è quasi scontato che le descrizioni particolareggiate di tutti gli 'stratagemmi bizzarri' di Mr.B. risultino molto stuzzicanti per i lettori. 
In definitiva la vera protagonista, a mio avviso, è Shamela. 








Fonti: http://webstreamer.altervista.org/download/pamela_vs_shamela.pdf
"Il seduttore non improvvisa, non lascia nulla al caso [...]" riportata nell'immagine è una citazione di Robert Greene.
Si ringrazia il Professor Capuzzo per il suo bellissimo e interessante approfondimento. 





3 commenti:

  1. Ho letto Pamela qualche anno fa, sicurissima che mi sarebbe piaciuto, che mi avrebbe appassionata e tutte le sensazioni stupende che sempre mi trasmettono i classici. E poi... delusione delle delusioni. L'ho detestato, ho detestato lei, le sue lagne la sua incoerenza e l'intera inutilissima storia.
    Quando al liceo studiai letteratura inglese, il mio prof ci aveva fatto fare il confronto Pamela/Shamela ma alla'epoca mi sembrava solo l'argomento vuoto e freddo di un libro di letteratura noioso. Col senno di poi ho collegato il tutto e ho capito la "necessità" di una Shamela!!!

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  2. Cavolo, mi sono dimenticata di dire una cosa: sapete che da 'Pamela' fu tratto il telefilm 'Elisa di rivombrosa'?. Ebbene, per la prima volta in vita mia posso affermare che un prodotto televisivo -ma soprattutto italiano- è migliore del libro da cui ha preso spunto.

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    1. Sì lo sapevo!!! però mi son sempre rifiutata di vedere Elisa, io e la tv made in italy non andiamo per niente d'accordo da un bel po' di anni...

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